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Notizie Raimbow - unioni e matrimoni civili

Unioni civili: quali documenti servono?

Approvate nel 2016, le unioni civili ufficializzano il rapporto d’amore di due persone dello stesso sesso.
Come la stessa legge riporta, possono unirsi civilmente due persone maggiorenni dello stesso sesso e questa unione comporterà un cambiamento anche nel loro stato civile. Non saranno più liberi, ma “uniti civilmente.”

La procedura per avviare le unioni civili è piuttosto semplice, a dire il vero e si attiva tramite una richiesta al comune liberamente scelto dalla coppia.

Esattamente! Ci si può unire civilmente anche al di fuori del proprio comune di residenza. La richiesta sarà da inoltrare all’ufficiale di stato civile.

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In quale ufficio andare?

Bisogna recarsi presso l’ufficio matrimonio e unioni civili del comune scelto. Nella compilazione della richiesta, andranno inseriti nome e cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza e cittadinanza e la dichiarazione di insussistenza delle cause impeditive alla costituzione dell’unione civile di cui all’art. 1, comma 4 della legge 76/2016.

Cosa avviene poi?

L’ufficiale di stato prende in carico la richiesta e dovrà preparare il processo verbale, nel quale indicherà identità, richiesta dell’unione con la data che la coppia avrà scelto e le dichiarazioni rilasciate.
Questo processo si chiude con la sottoscrizione da parte dell’ufficiale di stato civile e chiaramente delle parti che hanno fatto richiesta.

Ci sono le pubblicazioni?

Entro trenta giorni dalla data in cui è stato redatto il processo verbale, l’unione sarà approvata – dopo aver superato le opportune verifiche. Da quel momento in poi, la coppia potrà presentarsi di fronte all’ufficiale di stato civile per unirsi civilmente e a differenza dei matrimoni, nel caso delle unioni civili non vanno effettuate le pubblicazioni.

Se uno dei due partner è straniero

Per chi ha un partner straniero, la strada da seguire è diversa.
Il partner in questione dovrà presentare anche una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese, dalla quale si deve evincere che nulla osta all’unione civile.

Oltre a questo, andrà chiaramente allegato il documento che attesti il regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese. Nel Codice Civile trovate il riferimento all’articolo 116, primo comma.

Se il paese di origine non riconosce questo tipo di unione e quindi non rilascia il nulla osta, è possibile sostituirlo con un atto utile ad attestare al libertà di stato.

Come vedete, il percorso per arrivare al giorno del sì non è poi così tortuoso, ma se ritenete che questo articolo possa essere di aiuto a qualcuno, condividetelo!

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